SIRACUSA – L’attivazione della 32ª sede farmaceutica nel territorio comunale di Siracusa, formalizzata dall’Azienda Sanitaria Provinciale con il Decreto n. 1/G.F. del 10 gennaio 2025, si trasforma in un acceso scontro politico e territoriale. A far discutere non è l’apertura del nuovo presidio sanitario in sé, bensì la sua collocazione geografica: la farmacia, inizialmente destinata a servire il comparto residenziale Epipoli-Pizzuta, è stata infatti riperimetrata e spostata lungo l’asse di viale Scala Greca.
La scelta della riperimetrazione
Alla base del trasferimento, secondo quanto emerso dagli atti e dai rilievi tecnici condotti dal commissario ad acta, vi sarebbe la dichiarata impossibilità di individuare idonei locali commerciali all’interno dei confini territoriali inizialmente previsti per il quartiere Epipoli-Pizzuta. Tale criticità logistica ha portato alla ridefinizione della zona di pertinenza, consentendo lo spostamento della sede verso viale Scala Greca per sbloccare l’iter amministrativo e permettere l’emanazione del decreto autorizzativo da parte dell’ASP.
Le proteste e il nodo della copertura sanitaria
La decisione ha immediatamente sollevato contestazioni da parte dei residenti e di diversi esponenti della politica cittadina. I consiglieri comunali Paolo Cavallaro e Ivan Scimonelli hanno espresso una dura posizione critica, evidenziando il forte contrasto tra le due aree urbane:
- Il quartiere Epipoli-Pizzuta: Un’area in costante espansione demografica con oltre 7.000 residenti diretti e un bacino d’utenza che sfiora le 15.000 persone, che rimarrà priva di un fondamentale servizio sanitario di prossimità.
- Viale Scala Greca: Un’arteria cittadina già ampiamente servita da diverse farmacie attive ed erogatrici di servizi sul territorio.
Secondo i detrattori della scelta, lo spostamento priva una vasta zona periferica di un presidio di prima necessità, concentrando ulteriormente i servizi in un’area già coperta.
La mozione in Consiglio Comunale
Il caso è approdato formalmente tra i banchi di Palazzo Vermexio. Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità una mozione indirizzata alle istituzioni competenti per chiedere la revisione della decisione, sollecitando il ripristino dei confini originari o l’adozione di soluzioni amministrative in grado di garantire un presidio farmaceutico dedicato alle comunità di Epipoli e della Pizzuta.
La vicenda resta aperta sul piano politico e amministrativo, in attesa di capire quali saranno gli sviluppi operativi e se vi saranno margini di riesame per la piantumazione organica dei presidi sanitari della città.
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