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Spesa farmaceutica, la Sicilia cambia rotta: nuove regole e il caso Catania

Occhiello: Stop alle sanzioni automatiche, più attenzione all’appropriatezza. L’ASP etnea resta la più pesante della Regione con oltre 78 milioni di euro di spesa.

🟦 Il nuovo decreto regionale

La Regione Siciliana interviene sulla gestione della spesa farmaceutica territoriale. Il 12 giugno 2026 l’assessore alla Salute Marcello Caruso ha firmato il decreto che modifica il precedente provvedimento n. 373, introducendo un principio chiaro: niente più sanzioni automatiche ai medici quando vengono superati i tetti trimestrali di prescrizione.

La revisione nasce dalle contestazioni dei medici di base, che denunciavano il rischio di essere penalizzati per costi non dipendenti da loro, come le prescrizioni specialistiche o le terapie croniche non differibili.

Il nuovo testo sposta l’attenzione sull’appropriatezza prescrittiva, prevedendo interventi solo in caso di anomalie evidenti e non per semplici volumi elevati.

🟩 Il peso dell’ASP di Catania

Tra le nove aziende sanitarie siciliane, Catania è quella con la spesa più alta. I dati ufficiali del Dipartimento regionale per la Pianificazione Strategica indicano:

  • 2026: 78.108.354,54 €
  • 2027: 77.414.694,87 €

Una riduzione minima, che conferma la pressione costante sulle farmacie territoriali della provincia.

Le categorie che pesano di più

  • C09 – Ipertensione: 20,9 milioni
  • C10 – Colesterolo: 18,4 milioni
  • R03 – Vie respiratorie (asma, BPCO): 13,9 milioni
  • J01 – Antibiotici: 10,3 milioni
  • A02 – Gastroprotettori: 11,5 milioni

Sono le terapie croniche a determinare la maggior parte della spesa, con un impatto diretto sulla programmazione degli stock delle farmacie.

🟧 Il quadro regionale

Il decreto 373/2026 fissava l’obiettivo di ridurre la spesa regionale da 410 milioni a 385 milioni entro il 2027. Un taglio di oltre 25 milioni che aveva generato tensioni tra medici e ASP, portando alla revisione firmata a giugno.

La Sicilia punta ora a un modello più equilibrato:

  • monitoraggio mensile,
  • interventi mirati,
  • tutela dei pazienti fragili,
  • collaborazione tra medici, farmacie e ASP.

🟦 Cosa cambia per le farmacie della provincia di Catania

  • Meno rigidità nei controlli sulle ricette SSN.
  • Riduzione dei conflitti con i medici di base.
  • Maggiore stabilità nella gestione delle terapie croniche.
  • Programmazione più precisa degli stock, soprattutto per ipertensione, colesterolo e respiratorio.

La provincia etnea resta un osservatorio privilegiato per capire l’evoluzione della spesa farmaceutica in Sicilia.

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